Così simili.

Secondo me tutte le nonne ti dicono che ti sei fatto troppo alto, che non devi crescere più perché poi hanno difficoltà a darti un bacio. Tutte le nonne ti riempiono di cibo, ti chiedono se vuoi la camomilla visto che loro se la stanno preparando e vogliono compagnia. Tutti varcano quella benedetta porta e se ne vanno. Poi tornano, chi subito, chi dopo tanti anni. Secondo me tutti sorridono allo stesso modo, anche se per motivi diversi. C’è qualcosa che ci rende così simili, che chi vuole distinguersi poi finisce per scocciarsi. A che serve, poi? Moriamo tutti nello stesso modo: il cuore smette di battere e il gioco finisce. Preferirei passare un’intera vita concentrato a cercare la pace, a lottare per qualcosa, che sia un ideale o una cazzata, piuttosto che andare sempre contro corrente. Tanto non c’è più un verso giusto. La verità è che se usassimo il 100% del nostro cervello smetteremmo di usare quel misero 20% del nostro cuore. Quindi meglio così, meglio sembrare che essere. Meglio fare errori, senza correggerli. Dietro il cinismo, dietro la ribellione e il disprezzo per qualsiasi cosa sia troppo “mainstream”, c’è solo uno standard di persona già costruito, finto. So anche però che c’è qualcuno che tra questi non trova il suo posto nel mondo. E non mi riferisco a me stesso, io al mo posto ci ho rinunciato quando ho scoperto quanto bene mi fa scrivere. Intanto, tutto solo, mi godo il mio panino al salame.

~ di ubik00 su gennaio 6, 2012.

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