Buon compleanno.
Non scherziamo.
Il tempo passa e del bimbo che ero
mi restano solo magliette che non riesco a buttare.
E una culla immaginaria. E che culla!
La lavatrice risuona nelle stanze buie
ed io non sopporto il maglione che ho scelto:
è oggettivamente brutto; tutto nero. Mette ansia.
Vorrei scendere e non mi piace pensare che sia necessaria
una macchina per andare dove voglio. A sedici anni me la facevo a piedi.
Ma non scherziamo.
Il tempo passa, non sono manco un uomo.
Me lo sento. Mi chiedo se e quando riuscirò a diventarlo.
Se sono destinato ad essere uno di quelli
che non si gode mai il presente e se ne accorge dopo anni.
Probabilmente sì, altrimenti non starei qui a domandarmelo.
Qui puzza di muffa. Le pareti sono invase dalle macchie.
Papà ci ha fatto una passata di vernice, ma quella copre soltanto.
Ho perso un altro giorno, a pensare. La barba cresce e cresco io.
Ascoltando un po’ di musica cerco con la mente un posto
dove andare a stare da solo per ascoltarmi.
Ascoltare. Aspettare. E non rimandare.
Non c’è cosa più bella, e di questo sono sicuro,
che farsi regalare per i vent’anni un po’ d’amore.
Però non è il mio caso. Credo di essere un po’ sfigato.
No, sto solo scherzando.


…continua a guardare il bicchiere mezzo vuoto….è proprio vero, quanto ti piace fare la vittima!!!